giovedì 29 agosto 2013

Conti correnti: il fisco ci guarda anche se non hai la partita iva




L’Amministrazione Finanziaria può richiedere a chiunque di giustificare i movimenti risultanti dai conti correnti. In questo modo le prospettive di accertamento riservate all'Ufficio si estendono a ogni contribuente, a prescindere dall'attività svolta. 

La sentenza 8047/13 della Cassazione, che in realtà verte su un fatto di causa piuttosto articolato, contiene, fra le righe delle motivazioni che conducono alla decisione, un principio estremamente rilevante, che muta, ampliandone il raggio, le prospettive di accertamento riservate all’Ufficio. Nella pronuncia in esame si richiama l’art. 51, comma 2, nn. 2) e 7), D.P.R. n. 633/1972, che, ricordiamo, prevede, fra i compiti dell’Amministrazione nell’ambito della verifica delle dichiarazioni, da un lato la possibilità di richiedere al contribuente di presentarsi per esibire documenti e scritture, e, dall’altro, di ottenere dagli Istituti di credito la documentazione bancaria utile ai controlli. Il punto è che secondo i giudici di legittimità «tale presunzione ha portata generale e riguarda le dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, a prescindere dall’attività svolta». Ciò che in parte sorprende è continua qui

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